Satisfaction
19 Marzo 2008
Ieri è stata proprio una grande giornata.
E si è evoluta tutta in solitario - nonostante i più grandi successi di solito li si raggiunga in gruppo.
Da dove comincio?
Or dunque, per cominciare ieri mi sono cimentato nel “ruba-bandiera” con gli amici-ally-luccicosi - voleva così l’orcazzo di Shattrath, e visto che mi prometteva monete e gloria, mi sono sentito di accontentarlo. E’ stato un po’ un macello, e noi ordici siamo partiti un po’ malino; detto questo, ce la siamo comunque cavata e abbiamo portato a casa la pagnotta (però vorrei dire all’omino verde che Warsong Gulch non è che poi mi intrippa così tanto… vabbè).
Scrollatomi dalle spalle l’ònere del portare la bandiera dell’orda dinnanzi agli infedeli-brillantinati, ho deciso di far rotta verso Skettis… Ehy, c’è sempre qualche uovo da bombardare o prigioniero da salvare da quelle parti, gli Skyguard sono gentili con me, e i pennuti non mi piace manco vederli. Tutte le scuse erano buone per portare a casa un po’ di petto di pollo, e così è stato. (Gli skyguard hanno ringraziato. Oramai quando mi vedono arrivare cominciano a ridere per i salamelecchi che tiro sempre fuori dal cappello mentre gli consegno polveri e altro…)
Unica nota un po’ stonata sono stati gli elementali d’acqua, davvero stitici di mote.
Post scriptum. Ho notato che gli ’skyguard sono disposti a vendermi un mantellino simpatico: lo Skyguard’s Drape che mi salva le chiappe nel caso caschi da dirupi e affini - considerando che ho sempre invidiato gli slowfall dei maghetti. Per come sono vestito adesso avebbe pure un senso come standard equip. Boh, ci devo pensare…
Quando mi sono rotto di sterminare i piumini-viventi, sono passato alla Shadowmoon Valley, poco più a sud. Qui ho aiutato un gruppetto di simpatici ordaioli (fra cui una paladina molto cortese) a raccattare l’armatura di Teron Gorefiend dal drago Vel’khur, nonchè a incassare la taglia su Uvuros; onestamente speravo facessimo almeno un tentativo per la Fortezza di Dragonmaw, ma alla fine ci siamo dispersi.
Nuovamente solo e indeciso sul da farsi, ho cominciato a vagare nei pressi della Deathforge. E qui ho cominciato a divertirmi sul serio.
[The Deathforge è una miniera abitata dai membri dello Shadow Council. Essenzialmente si dipana su due rami: in "cantina" si evocano, attraverso rituali assurdi, elementali infernali di stazza notevole; nel "salotto" invece avviene la creazione vera e propria degli demoni infernali, nonchè la discussione dei piani per la conquista del mondo.]
Se considerate che gli infernali creati in gran quantità attaccano il villaggio di Shadowmoon imperterriti, credo sia comprensibile la necessità di debellare quella fortezza sotterranea.
E così ho cominciato, un pezzo per volta, a smontarla. Devo dire che vedere tutti quei demoni a mia disposizione, è stato estremamente soddisfacente. Alla fine ero pressochè convinto che non era da debellare la fortezza, no no, troppo utile - semmai è da cambiare gestione… proporrei la mia candidatura.
Comunque, dopo aver ucciso demoni ed affini per qualche oretta, mi sono ritrovato addirittura a comandare un Fel Reaver [The Fel and the Furious] con l’intento di distruggere uno schieramento di infernali già pronti all’uso. Fantastico.
Bien. Dopo aver fatto felice l’Overlord Or’barok dello Shadowmoon Village alleggerendogli il lavoro, ho fatto due conti di quello che avevo in saccoccia: ninnoli vari, quintali di tessuto e una ricetta da gioielliere [Design: Runed Living Ruby] che è andata prontamente in asta su suggerimento del saggio Morghel. (che fra le altre cose mi ha passato del surplus molto interessante. Grazie!)
Visti i cloth nello zaino, ho ben deciso di craftare 3 Arcanoweave Robe… E così ho concluso il mio iter come master tailor! Diciamolo: una porca soddisfazione.
Tornato a Shattrath ho acquistato (finalmente) le ricette che mi mancavano e a cui tenevo: la super-borsa per le shard da warlock [Ebon Shadowbag], la Frozen robe che mi dovrò fare presto [Frozen Shadoweave Robe], e infine la borsa di primal mooncloth [Primal Mooncloth Bag], che ho prontamente creato. Che bello.
Ora tutta la difficoltà sta nel reperire i vari primal che mi servono (shadow, fire e water in abbondanza), e il gioco sarà fatto. Riguardo i materiali “comuni”, menzione speciale per il mitico capo-gilda Kolkas e il gildano-senza-testa Decapitated che mi hanno rifilato qualche quintale di Netherweave Cloth in modo da sedare le mie voglie di crafting.
Direi che tirate le somme, è stata una giornata esageratamente soddisfacente.
Capatina nella Shadowmoon Valley
6 Marzo 2008
Dopo aver sbragato in lungo e in largo bloodelf rinnegati nelle terre di Netherstorm, ho ben deciso di spostarmi verso la Shadowmoon Valley, in compagnia della simpatica Borea (maga frost bloodelf) che aveva cose da fare lì.
Grazie alle sue indicazioni ho imparato a conoscere un po’ questa venefica terra, popolata tra l’altro da fantasmi e draghi; dei fantasmi non c’è troppo da preoccuparsi, considerando che se non ci si mette gli occhialini appositi (spetracles) manco li si vede. Problema più grosso invece sono i draghetti… Un po’ fastidiosi mentre si volteggia a bordo del fido cane volante.
Se devo raccontare qualcosa, dovrei parlare di quel geniale Apotecario Hildagard, che dopo un paio di missioncine insulse, mi ha spedito a interrogare un fantasma presso l’Altare delle Ombre riguardo un tale Teron Gorefiend.
[Teron Gorefiend era un accolito di Gul'dan, membro dello Shadow Council e macellaio impareggiabile (i fantasmi dei chierici draenai da lui uccisi vagano ancora dinnanzi al Black Temple). Nonostante la sua furia fosse implacabile, anche lui dovette cadere quando Ogrim Doomhammer scoprì e annientò lo Shadow Council. Toren risorse come cavaliere della morte, e dopo varie vissitudini e molti massacri, si ritrovò intrappolato come spirito nella Shadowmoon Valley.]
Non so se qualcuno abbia mai pensato a come interrogare un fantasma, ma in effetti quello era poco prolissimo ma molto preciso, e senza troppe cerimonie ci siamo ritrovati a cercare tre vestigia di Teron in modo che l’etereo potesse darci qualche informazione in più.A tal proposito devo dire che benchè mantello e bastone siano relativamente semplici da trovare e ottenere, l’armatura era tutto un altro genere di sfida. Comunque, grazie all’intervento di un paio di hunter ed un paladino curatore trovati in zona, io e Borea siamo riusciti ad accattare anche l’ultimo pezzo.
Recuperati i 3 oggetti e riportati al fantasmino dell’altare, l’arcano si è svelato: il simpatico coso traslucido non era altro che Toren in persona, incatenato a causa di una maledizione all’Altar of Shadows. Il resto non ve lo racconto perchè è un po’ imbarazzante.
Fatto sta che alla fine il pirlone che gioca a nascondino da un migliaio di anni scappa verso il Black Temple (temo per fare comunella con Illidan) libero come l’aria a bordo del suo destriero fantasmagorico… Per colpa nostra. Sigh.
Tornati da Hildagard ci becchiamo pure gli insulti per aver liberato cotanto flaggello (cornuti e mazziati, insomma). Fortunatamente, l’apotecario ci ha comunque sganciato una ricompensa notevole (a parte i soldini accattanti, l’Evoker’s Helmet of Second Sight è un oggettino di tutto rispetto) e strappato una promessa: accoppare Teron la prossima volta che lo incrociamo.
A dirla tutta, abbiamo visto anche altre cose ieri: un paio di dragoni, elementali instabili, fortezze demoniache… Ma per queste altre storie ci sarà tempo.
In generale prendo con molta calma i mod. Sono comodissimi, èvvero, però ho un fondo di sfiducia in essi poichè non ne conosco il codice. E poi non so mai se vanno ad incasinare le applicazioni del gioco.Comunque sia ieri avevo installato un mod consigliatomi da Aamon: Questhelper. E’ davvero incredibile: traccia le rotte e i punti di riferimento per tutte le quest in log, e cerca di calcolare il giro migliore per minimazzare i tempi. Non è sempre precisissimo, ma in linea generale aiuta grandemente l’orientamento.

Post scriptum. Ho notato che gli ’skyguard sono disposti a vendermi un mantellino simpatico: lo 








Tornati da Hildagard ci becchiamo pure gli insulti per aver liberato cotanto flaggello (cornuti e mazziati, insomma). Fortunatamente, l’apotecario ci ha comunque sganciato una ricompensa notevole (a parte i soldini accattanti, l’